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Ecco chi prenderà il posto di Fuksas con la nuova Giunta di Alemanno: Lèon Krier

A quanto pare sarà l'architetto Lèon Krier a sostituire d'ora in avanti Fuksas nella progettazione delle “grandi opere” di Roma.

Lèon Krier per chi non lo sapesse è un architetto neo-tradizionale lussemburghese, famoso per la sua appassionata difesa a favore dell’architettura europea classico-rinascimentale, che lo ha portato negli anni a sviluppare una teoria e una prassi urbanistica e architettonica piuttosto “antimoderna ma progressista”, che contiene pure alcuni concetti interessanti e condivisibili che vi riporto:

- “Dobbiamo prima di tutto procedere a una drastica riduzione dei perimetri edificati delle città e ridefinire con precisione le aree rurali, per stabilire chiaramente che cosa è città e che cosa è campagna”
- “Ogni quartiere deve avere un suo centro, una sua periferia e suoi limiti”
- “Ogni quartiere deve essere una città dentro la città"
- “Ogni QUARTIERE deve integrare tutte le funzioni giornaliere della vita urbana (residenza, lavoro e svago) all'interno di un'area che sia rapportata alla comodità di un uomo che vada a piedi, e non deve superare i 35 ettari di superficie e i 15.000 abitanti”

Quindi Krier è un architetto decisamente contrario all’edilizia dei cd. “Quartieri dormitorio”, cui i famosi e potenti “palazzinari romani” ci hanno tristemente abituato negli ultimi decenni. Krier infatti è a favore di quartieri più dinamici, che abbiano una loro attività e una loro funzione civica anche di giorno. Interessante poi anche il suo concetto di mobilità a piedi (con positivi risvolti per il traffico cittadino e, quindi, per l’ambiente).

Questa riportata qui sotto invece è la sua idea di “bello”, da conciliare assieme alla progettazione architettonica e urbanistica:

- “L'architettura non può esprimere altro che la sua logica costruttiva, ovvero la sua origine dalla natura, dalla fatica dell'uomo e dall'intelligenza”.
- “L'architettura e l'edilizia riguardano solamente la creazione di complessi edificati che siano belli e solidi, gradevoli, abitabili ed eleganti”.
- “Solamente un rapporto dialettico tra Architettura ed Edilizia, tra cultura classica e popolare, tra pubblico e privato può far assumere agli insediamenti umani la dignità di cultura collettiva”

Ho pure visionato le foto di alcuni suoi quartieri che sono stati realizzati e devo dire che ne sono rimasto positivamente colpito. Eccovi alcune foto….che ve ne sembra?

 

 

Pubblicato il 3/5/2008 alle 1.1 nella rubrica Cultura.

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